Mybet, operatore scommesse sportive prepara nuova fase per il rilancio

Dopo aver annunciato la chiusura delle attività nello scorso autunno, l’operatore di scommesse sportive online mybet, che è un brand tedesco, proprio nel Paese di origine sta pianificando la fase di rilancio aziendale, e quindi la piena ripresa del proprio business. E questo grazie ad un accordo strategico che è stato di recente siglato con la società Kambi Group proprio al fine di risollevare il brand mybet. Dopo ben 15 anni di attività, e dopo la recente chiusura, mybet entro il primo semestre del corrente anno dovrebbe così riaprire i battenti avvalendosi proprio del supporto di Kambi Group che, in qualità di primario operatore di scommesse B2B (Business To Business) e B2C (Business To Consumer), ha un portafoglio composto da decine di clienti, e tra questi player di spicco come LeoVegas, come 888 e come DraftKings.

L’operatore di scommesse online mybet, tra l’altro, partirà con una nuova società titolare, la Rhinoceros Operations Ltd., per dare di nuovo l’assalto al ricco mercato tedesco del betting online e dei giochi di casinò che nel 2017 valeva ben 13,5 miliardi di euro rispetto ai 12,4 miliardi di euro del 2015. Dopo la stipula della partnership, l’amministratore delegato di Kambi Group Kristian Nylén ha dichiarato tra l’altro con entusiasmo il fatto che con la qualità dell’offerta aziendale il brand mybet avrà l’occasione di rilanciarsi, e di tornare ad essere nel settore del betting un player di primo livello, non solo in Germania, ma anche su ogni altro mercato dove la nuova società titolare, la Rhinoceros Operations Ltd. appunto, punterà ad espandersi.

La Rhinoceros Operations Ltd. opera ora con il marchio mybet dopo che nell’agosto scorso, a carico della Mybet Holding SE, società affiliata al brand, è stato aperto un procedimento per insolvenza. Questo ha poi portato in autunno, come sopra accennato, alla chiusura delle attività business to consumer (B2C) anche a causa del fatto che, con l’investitore-creditore, erano sfumate le trattative di cessione delle attività stesse a causa di condizioni legate all’accordo non pienamente e totalmente accettate tra le parti.

Inoltre, nel dover interrompere le attività, Mybet ha pagato a caro prezzo anche la pretesa del Fisco tedesco per 4 milioni di euro di tasse, per le quali la richiesta di sospensiva presentata all’Ufficio Erariale non è stata accettata, ed il rallentamento delle entrate in mercati chiave come la Grecia ed il Ghana. Da qui l’ingresso e subentro di Rhinoceros Operations Ltd., operatore di Malta e Curacao che, tra gli altri, gestisce pure il brand Wunderino Casino. Nel rilevare il brand mybet Tobias Carlsson, che è l’Amministratore Delegato (CEO) di Rhinoceros Operations, ha fatto presente come la società nei prossimi mesi farà tutto il possibile non solo per rivitalizzare l’eredità del marchio che è stato acquisito, ma anche per offrire ai giocatori le migliori esperienze che meritano e che desiderano.

D’altronde, prima della chiusura delle attività, MyBet, fondato dal gruppo Jaxx, quotato sulla borsa tedesca dal 1998, è stato uno dei migliori player di casinò online grazie all’utilizzo del software IsoftBet utilizzato e condiviso, tra l’altro, da tanti altri operatori del mondo dei giochi anche grazie al fatto che gli utenti possono divertirsi direttamente via browser senza dover scaricare nulla. MyBet offriva inoltre, senza alcun obbligo di deposito, 5 euro di bonus all’atto della registrazione ed il 100% di bonus di benvenuto sul primo e sul secondo versamento con un massimo fino a ben 250 euro per singola ricarica. Ed il tutto a fronte di un servizio clienti mybet attivo 7 giorni su 7, e versamenti e prelievi con il bonifico bancario e/o con le carte di credito appartenenti ai circuiti di pagamento elettronico Visa e Mastercard.

C’è stata chiaramente grande delusione tra i giocatori e gli scommettitori nel momento in cui bookmaker internazionale Mybet ha deciso di chiudere le attività e di sospendere, di conseguenza, le operazioni sul sito. Ma in ogni caso per gli scommettitori sono scattate tutte le misure di protezione che sono previste in accordo con quello che prevede in questo caso la normativa maltese. Nello specifico, infatti, da un lato scatta l’impossibilità di apertura di nuovi conti di gioco, ma dall’altro per tutti i trasferimenti di denaro, da parte della MGA, la Malta Gaming Authority, scattano dei controlli rigorosi proprio al fine di garantire e di proteggere i fondi che sono stati depositati dai clienti. L’unico effetto collaterale in questi casi è dato dal fatto che i rimborsi agli scommettitori possono essere eseguiti con tempistiche e con ritardi anche notevoli. Ora però, come sopra illustrato, mybet si prepara ad un nuovo corso in Germania, e magari chissà tornerà in Italia come operatore di scommesse e casinò aams dopo aver abbandonato il nostro Paese nel 2014 vendendo la concessione che aveva in precedenza acquisito.

In vista del rilancio del brand, le prime avvisaglie delle difficoltà e del declino di mybet risalgono ai primi nove mesi del 2016 quando la società chiuse il periodo gennaio-settembre con una contrazione dei ricavi del 15,2% in quanto passarono da 40,9 milioni a 34,7 milioni di euro. A pesare, come sopra accennato, furono le difficoltà in alcuni Paesi dell’Europa meridionale, a partire dalla Grecia, ma anche le entrate da scommesse inferiori alle attese durante il Campionato europeo di calcio del 2016. E così, tra le difficoltà normative ed un volume d’affari non in linea con le attese, mybet riportò per il periodo un calo del 32,4% delle attività da scommesse online nonostante una crescita dei clienti registrati dai 1.489.218 del 2015 ai 1,606,408 alla data del 30 settembre del 2016. Al tempo Markus Peuler, in qualità di Amministratore Delegato di Mybet Holding SE, nel commentare i dati di bilancio dei primi nove mesi dell’anno 2016 aveva rimarcato come la società per il futuro puntasse ad un miglioramento dei risultati economici e finanziari anche attraverso il rinnovo non solo dei sistemi interni, ma anche dell’offerta di prodotti unitamente ad una miglior efficienza dal lato della riduzione dei costi, ed investimenti strategici e mirati in aree geografiche a maggior potenziale di crescita per i settori dei casinò online e delle scommesse via web su vasti palinsesti giornalieri di eventi sportivi. Ma poi nel 2018, due anni dopo, le cose non sono andate come realmente sperato.

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